Viene generata un’onda con una sorgente sismica che si propagano nel sottosuolo. Utilizziamo un maglio di 400kg che viene sollevato da un escavatore e lasciato cadere da un’altezza di circa 3 mt.
Quando le onde incontrano un’interfaccia stratigrafica con proprietà fisiche diverse (densità e rigidità), una parte dell’energia viene riflessa verso la superficie e i geofoni (sensori) posti in superficie registrano i tempi di arrivo e le ampiezze di queste onde riflesse.
Successivamente i dati vengono elaborati per correggere i tempi di percorso e creare una sezione sismica, che è un’immagine delle strutture geologiche profonde del sottosuolo, mostrando la stratigrafia e le discontinuità.